BANCHE EUROPEE: AFFARI D’ORO CON LA RUSSIA

BANCHE EUROPEE: AFFARI D’ORO CON LA RUSSIA
Subito dopo l'invasione russa dell'Ucraina, Raiffeisen, banca austriaca, aveva dichiarato l'intenzione di vendere le sue attività in Russia. Tuttavia, dopo 27 mesi la succursale russa di Raiffeisen è in piena crescita: con quasi 10.000 dipendenti e un profitto di 1,8 miliardi di euro nel 2022, ha triplicato i risultati del 2021.

Raiffeisen non è sola nel prosperare in Russia. Le cinque principali banche europee con operazioni nel paese hanno triplicato i loro profitti, raggiungendo quasi 3 miliardi di euro nel 2023. Questo successo ha attirato l’attenzione dei regolatori americani ed europei, preoccupati per i legami finanziari con la Russia. A maggio, gli Stati Uniti hanno minacciato di limitare l’accesso di Raiffeisen al loro sistema finanziario.

Nonostante alcune banche europee abbiano venduto le loro attività in Russia, altre mantengono una significativa esposizione nel paese. Le banche in questione beneficiano dell’alto tasso d’interesse della banca centrale russa e della mancanza di concorrenti occidentali, ma deve tuttavia affrontare rigidi controlli sui capitali che ostacolano il rimpatrio dei profitti.

La situazione è complicata dalla crescente pressione dei regolatori occidentali e dalle recenti decisioni dei tribunali russi che hanno sequestrato beni di banche europee. Molte unità occidentali in Russia rischiano di vedere i loro profitti trasformarsi in perdite, con alti costi reputazionali e benefici incerti.

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