BORSE AI MASSIMI: SI RITORNA A PARLARE DI BOLLA?

BORSE AI MASSIMI: SI RITORNA A PARLARE DI BOLLA?
Due anni fa, la maggior parte concordava sul fatto che una grande bolla stava per scoppiare, con l'era dei tassi di interesse bassi che giungeva al termine e scuoteva le fondamenta di molte asset class. Tuttavia, in meno di 18 mesi, dopo un minimo nei titoli americani nel 2022, i mercati azionari mondiali hanno raggiunto nuovi massimi, con l'S&P 500 americano in particolare che ha registrato una corsa impressionante. Questo aumento è avvenuto nonostante gli sforzi delle banche centrali per normalizzare i tassi di interesse. Molti si chiedono se ciò sia indicativo di una nuova bolla.

Alcuni vedono analogie con la bolla delle dotcom alla fine degli anni ’90, quando la tecnologia prometteva profitti enormi. In genere le bolle si gonfiano quando gli investitori pagano prezzi distanti dai fondamentali economici, basandosi eccessivamente sulle speranze di guadagno futuro. Nonostante gli alti valori azionari, sembra manca l’euforia tipica dei mercati in bolla. Ad esempio gli ultimi dati suggeriscono che sia gestori di fondi e che investitori al dettaglio mantengono livelli moderati di liquidità e non si lanciano in fondi tecnologici come nel 2021.

Un segnale di un’euforia crescente sarebbe il diffondersi dei guadagni dalle grandi società alle aziende più piccole e rischiose. Anche se alcune società tecnologiche dominano attualmente il mercato, se l’euforia crescesse, gli investitori potrebbero cominciare a puntare anche su aziende più piccole. Inoltre, il mercato delle IPO potrebbe riprendere vigore, un fenomeno che finora è stato piuttosto debole.

In un mercato euforico, anche i gestori di fondi professionisti potrebbero sentirsi sotto pressione per investire in titoli ipervalutati, rischiando di perdere il passo con il mercato. Tuttavia, al momento, non sembra esserci abbastanza eccitazione per giustificare un tale comportamento. Ma, come nel 2021, tassi di interesse più bassi potrebbero stimolare ulteriormente gli investimenti. Alla luce di questi fattori, rimane da vedere se si stia realmente formando una bolla, o se il mercato continuerà a crescere in modo sostenibile.

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