CROLLA LO YEN: QUALI LE CAUSE?

CROLLA LO YEN: QUALI LE CAUSE?

Lo yen giapponese è in caduta libera, il cambio con il dollaro che ad inizio anno era a 115 yen per dollaro, adesso è sceso sotto quota 130.

Adesso gli analisti si chiedono se governo e banca centrale decideranno di intervenire.

Probabilmente ogni sforzo si rivelerebbe inutile: il deprezzamento infatti è scatenato da importanti forze economiche.

La più importante è rappresentato dal crescente divario nei tassi di interesse tra Giappone e America. Mentre i prezzi sono aumentati notevolmente in America, l’inflazione in Giappone è rimasta al di sotto dell’obiettivo del 2% della Bank of Japan.

Di conseguenza, anche se la Federal Reserve ha iniziato ad inasprire i tassi, la banca centrale giapponese ha mantenuto la sua posizione estremamente accomodante. In una riunione di politica monetaria la scorsa settimana, il boj ha ribadito questa direzione, impegnandosi a continuare ad acquistare obbligazioni decennali per aiutare a controllare la curva dei rendimenti. Con rendimenti maggiori sulle obbligazioni americane rispetto a quelle giapponesi, gli investitori hanno virato verso gli USA riducendo notevolmente la domanda di yen.

Anche il commercio gioca un ruolo nei guai dello yen. Il saldo delle partite correnti del Giappone è andato in rosso a dicembre. L’aumento dei costi all’importazione è stato il principale colpevole: carburante e materie prime rappresentano circa un terzo del conto di importazione del Giappone. Per acquistare beni esteri più costosi, gli importatori sono stati costretti a vendere più yen. I confini del Giappone sono rimasti chiusi al turismo in entrata a causa della pandemia, indebolendo ulteriormente la bilancia dei pagamenti del Giappone.

Alcuni ritengono che lo yen potrebbe continuare a scendere, forse a 150 per dollaro, un livello mai visto nemmeno durante la crisi finanziaria asiatica del 1997-98 (quando è sceso a 147 per dollaro).

Una svolta tuttavia potrebbe arrivare quando il Giappone riaprirà ai turisti stranieri, come previsto dopo le elezioni.

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