DISASTRI NATURALI: CALA IL NUMERO DELLE VITTIME

DISASTRI NATURALI: CALA IL NUMERO DELLE VITTIME
Nel 1970, oltre 300.000 persone morirono quando un potente ciclone colpì la costa del Bangladesh. Nel 1985, un'altra tempesta causò 15.000 morti e, sei anni dopo, un ciclone diverso ne uccise 140.000. Tuttavia, nel 2020, il ciclone Amphan, uno dei più forti mai registrati nel Golfo del Bengala, provocò solo 26 morti in Bangladesh. Questa drastica riduzione delle vittime, nonostante i danni significativi e gli sfollamenti, dimostra il successo delle allerte tempestive, delle evacuazioni e dell'aumento della resilienza.

Questo miglioramento fa parte di una tendenza più ampia nella riduzione della vulnerabilità dell’umanità ai disastri. I dati dell’International Disaster Database (EM-DAT) mostrano una significativa diminuzione delle morti causate dai disastri nell’ultimo secolo, nonostante la popolazione mondiale sia quadruplicata. Questa diminuzione è attribuita a una migliore preparazione ai disastri, a previsioni meteorologiche migliorate, a maggiori risorse economiche e a sistemi agricoli e politici più resilienti.

I fattori che influenzano l’impatto dei disastri includono le caratteristiche dell’evento, il numero di persone, le infrastrutture esposte e la vulnerabilità degli interessati. La vulnerabilità è strettamente legata al reddito: le comunità più povere sono meno in grado di proteggersi e riprendersi. I progressi tecnologici, infrastrutturali e la cooperazione globale hanno notevolmente migliorato la capacità del mondo di mitigare i rischi legati ai disastri.

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