FAMIGLIE EUROPEE: COME SI DISTRIBUISCE LA RICCHEZZA

FAMIGLIE EUROPEE: COME SI DISTRIBUISCE LA RICCHEZZA
Nel periodo successivo alla crisi dei debiti sovrani, l'Italia si distingue notevolmente dagli altri principali paesi dell'area dell'euro per il calo significativo e il mancato recupero della ricchezza netta mediana.

Mentre anche in Spagna si è osservata una diminuzione della ricchezza netta mediana fino all’inizio del 2013, successivamente il valore mediano è cresciuto rapidamente, superando quello italiano. In Francia, durante il periodo di analisi, la ricchezza mediana ha costantemente superato quella italiana, mentre in Germania si è registrata una riduzione del divario passando da circa 140.000 a 50.000 euro.

Complessivamente, nell’area dell’euro, la ricchezza netta mediana ha toccato un minimo di circa 100.000 euro nel 2013 per poi salire gradualmente fino a superare i 140.000 euro nel 2022. Tuttavia, in tutti i paesi si è osservato un aumento della disuguaglianza nei primi anni di analisi, seguito da una leggera riduzione.

L’analisi dell’indice di Gini rivela la Germania come il paese con il maggior grado di disuguaglianza in termini di ricchezza netta, seguita dall’Italia, con una situazione più simile a quella della Francia e superiore a quella della Spagna. Questo divario rispetto all’area complessiva riflette la maggiore quota di ricchezza netta detenuta in Italia dalle famiglie al di sotto della mediana, principalmente legata al possesso di abitazioni, che controbilancia la quota più ampia di ricchezza detenuta dal 5% più ricco.

In Germania, invece, nonostante una percentuale simile di ricchezza posseduta dal 5% più ricco, è molto più bassa la quota della metà più povera delle famiglie, in parte a causa del maggiore ricorso all’affitto della prima casa. Alla fine del 2022, le famiglie italiane al di sotto della mediana detenevano una ricchezza media di circa 60.000 euro, tre volte quella delle famiglie tedesche, con un divario meno marcato rispetto alla Francia.

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